Original Wallart Collection 2018

"L’arte non sta nei libri, e neppure nei musei e nelle gallerie…”, l’arte risiede nel nostro cuore. 

È un’emozione, è una evoluzione delle nostre percezioni più intime, è una vibrazione positiva o il brivido di una paura che ci attraversa prima di scivolare via, come catene che si spezzano. 

E’ un sentimento, un’ispirazione che arriva in un momento qualunque di un giorno qualunque. 

Da questa mia consapevolezza, nasce l’idea di raccogliere una selezione di pensieri e immagini sotto forma di wallart e di utilizzarla, dal punto di vista di designer d’interni, come uno strumento di lavoro, e dal punto di vista di creativa, come forma di libertà espressiva, oltre che di crescita e di stimolo.

 Ad ispirarmi il mio rapporto con l’arte e la ricerca di una risposta alla domanda “Che cos’è l’arte?”, il piccolo paese del Sud Italia in cui sono cresciuta e attualmente vivo ma anche degli scatti di mio marito Francesco e le sessioni di pittura libera con mio figlio Nicolò

Tutto questo non sarebbe stato però possibile senza l’arrivo in studio di Pasquale Natale, giovane artista, illustratore e pittore. Grazie al suo contributo e alla sua incredibile versatilità, infatti, in pochi mesi sono riuscita a portare alla luce ciascun pezzo unendo fotografia, grafica, testi e pittura. 

 

Il pezzo che apre la collezione è “X-ray Me”, che sintetizzata e chiarisce il concetto della serie intitolata “Art’s in our heart”

Si tratta della radiografia del mio torace sulla quale ho ripassato ad acquerelli la forma del mio cuore poi completata da una iniziale posta al centro, la “A” di Arte. 

La Home Painting Series nasce invece da tutt’altra fonte, quella ludica e spensierata delle sessioni di free painting con mio figlio Nicolò.

In questa raccolta troverete: “Nail Art Obsession”, una ironica interpretazione della nail art in 3 varianti di colori, e “Spiral Flower”, rappresentativo di come una pennellata a spirale possa diventare un artwork minimalistico e al tempo stesso femminile ed elegante. 

Segue “If I can make it here”, un artwork che vuole essere da una parte una provocazione per riflettere sul pesante impatto che una chiusura mentale e culturale porta con sé e dall’altro stimolo a superare se stessi e i limiti che riceviamo dall’esterno. 

 

La frase “If I can make it here”, che nella prima versione dell’artwork cade a pioggia sul castello e gli edifici del centro storico e nelle altre due versioni è incisa sui muri ad esclusione di “If” che si eleva a parola principe, arriva dal celebre proverbio americano “If you can make it here, you can make it anywhere”, letteralmente “Se riesci a farcela qui, ce la puoi fare dovunque” e che viene riferito all’affollata e competitiva città di New York.  

Io ho trasferito questa massima provocatoriamente ad un posto piccolo come Gesualdo, dove mancano colori nelle strade e negli edifici, le chiese sono arroccate, la mancanza di opportunità fa il paio con i limiti culturali, e questo genera mancanza di spazi e sensazione di isolamento per chi ha delle idee ‘fuori dalle righe’ creano difficoltà tanto grandi quanto quelle che si incontrano in una city.

 

Chiudono la collezione "Rule of Thumb", ovvero una “Regola generale”, un invito o un mantra per ricordarsi di lasciare fuori da certi ambiti o spazi abitativi, le proprie paure, il vecchio sé, la ripetitività e i luoghi comuni per favorire la cresciuta, l’apertura verso nuove soluzioni e nuovi punti di vista. E infine, "Fireworks", la di un fuoco d'artificio esploso durante una festa di famiglia, che celebra la vita, i get-together, il successo e la felicità.

 

GUARDA LA COLLEZIONE COMPLETA

 

Credits:

Copywriting: Chiara Zarrella, Elisa Forte

Photography: Francesco Scauzillo

Photographer & Art Assistant: Pasquale Natale

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The Last Supper. L'ultima Cena. Ultimate Wallpaper.

Ho un debole per i parati. Nei miei progetti d’interni difficilmente possono mancare. Oltre ad avere la capacità di ampliare spazi piccoli e creare profondità, sono elementi estremamente decorativi. Un parato può cambiare completamente il look di una stanza, rendendola giocosa, sofisticata, originale, colorata e scenografica: tutte caratteristiche che rispondono alla mia idea di casa. Ecco perché dedico molto tempo alla ricerca e alla selezione di questo elemento decorativo tanto affascinante. 

Oggi vi presento uno dei parati più emozionali ed intensi che io abbia mai utilizzato nei miei progetti. L’Ultima Cena di Da Vinci nella versione di Andy Warhol, stampato su misura a Brooklyn da Flavor Paper e installato nella casa di una mia committente e amica di Atripalda (AV).

Un pezzo di rara bellezza.

Vi racconto come e perché lo abbiamo scelto. Poche settimane dopo uno dei miei viaggi a New York, durante il quale ho visitato l’azienda che produce in esclusiva questi parati che vengono calibrati e stampati solo su ordinazione, ho incontrato una mia cliente (oggi mia carissima amica) che mi chiedeva di aiutarla a dare un tocco molto personale alla sua casa, che dal punto di vista architettonico era impeccabile: ben fatta, ben divisa, e arredata con pezzi di alto design. Tuttavia la cliente lamentava il fatto che non era riuscita ad esprimere la sua personalità così solare e forte e dunque non si sentiva “a casa”. 

La sfida per questo progetto di styling era quella di realizzare un ambiente colorato e audace senza alterare la struttura né intervenire con lavori pesanti e tantomeno sostituire gli arredi esistenti, ma piuttosto lavorare in “aggiunta”. Perciò sapevo che i parati si sarebbero rivelati la soluzione più funzionale e impattante.

La sala da pranzo in particolare presentava una parete particolarmente in vista e ben visibile anche dal salone alla quale non era possibile, per motivi di passaggio, inserire elementi decorativi che avessero una profondità anche minima. Nel percorso di conoscenza con la cliente, le ho proposto delle soluzioni scaturite dagli spunti caratteriali, dalla sensibilità e dai racconti personali fino a presentarle un campione del parato di Warhol che stavo custodendo gelosamente come una vera e propria ‘reliquia’. 

 In quel momento ho visto i suoi occhi illuminarsi, mossi da un’emozione. Questo è il momento esatto in cui capisco di aver trovato il pezzo giusto. L’entusiasmo e l’emozione erano perfettamente corrisposte, lei si era innamorata del pezzo, io dell’idea di inserire in un mio progetto un’opera così controversa e contaminata che tanto mi rappresenta sotto l’aspetto reinterpretativo degli ambienti e dei cliché. 

In verità quando ho proposto questo parato alla mia cliente ero convinta di andare ben oltre i confini della sua comfort zone e invece con mia grande sorpresa ho trovato un match perfetto con quello che lei cercava e sentiva. 

Successivamente abbiamo solo dovuto selezionare la versione giusta del parato, quella con fasce in colore pastello che rivestono in semi trasparenza l’opera, calibrarla sull’intera parete della sala da pranzo e ordinarla all’azienda con sede a Brooklyn

La sala da pranzo era già di per sé uno spazio molto importante che accoglie un pezzo di design storico, il tavolo ovale in marmo di Eero Saarinen con sedie Tulip.

Il protagonismo e l’importanza di questo parato è perfettamente all’altezza: dona all’ambiente un alone di mistero e di grande spiritualità insieme, infine consacra la commistione fra il senso dell’opera d’arte vinciana e la fortissima personalità della mia committente. La versione di Andy Wahrol di questa opera rispecchia inoltre la sua inclinazione e senso artistico grazie alla contaminazione subita per mano di Wahrol. 

Attraverso la scelta del parato, è lei stessa a dettare le ‘sue regole artistiche’ e quindi le sue regole di vita: un’apparente irriverenza eretica per la commistione tra sacro e profano, tra arte, pop art e design commerciale trasforma un’opera religiosa fino a farle acquisire una interpretazione e declinazione personale. 

Credits:

Copywriting: Chiara Zarrella, Elisa Forte

Photo: Flavor Paper

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Sono Chiara, founder & creative director di 22 Below Zero. Sono una home lover, lifestyle lover e design lover. Sono una sognatrice. E soprattutto sono sensibile alle forme, ai colori, alle atmosfere e alle sensazioni degli ambienti interni.

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