Salotti sotto le Stelle | Temporary Interior Design set up at the Castle

Realizzare un allestimento contemporaneo che fosse accogliente come un ambiente interno e posizionarlo all’aperto in una location antica come un castello, un ossimoro che rappresenta la cifra esatta della scenografia e del gioco di contrapposizioni proposta al Castello di Gesualdo quest’estate in occasione dell’evento di Astrea tenutosi tra il 3 e il 5 agosto.

 

Sotto la mia direzione artistica e quella della mia amica Giusy Capaldo, con cui ho condiviso questa esperienza: l’allestimento temporaneo di una parte del Castello con l’obiettivo di rendere accogliente e fruibile alcuni spazi esterni mai arredati precedentemente.

 

Siamo partite dalla fonte primaria della mia ispirazione:

la Casa, ovvero il simbolo emblematico del mio lavoro di interior designer, ma anche un simbolo di accoglienza proposto come metafora del sentirsi a proprio agio, in un ambiente familiare.

 

 

Creating a cozy contemporary setting, just like in a home, and bringing it outside in an antique location like a castle might sound like a oxymoron, and I'm aware of that. But this represents the exact description of the setup and the contrasts that I proposed for the Castle of Gesualdo during the Astrea Event held every August.

 

 

Under my creative artistic direction, along with my friend Giusy Capaldo, we created a design concept for the exterior garden of the castle.

 

 

My main inspiration was the idea of "home," which of course is the foundation of my work as an interior designer and the representation of the sensation of coziness through a familiar, warm environment where you feel most welcome. 


Giusy Capaldo, estimatrice dell’arte in generale nonché una delle più importanti donne manager campane, ha immediatamente colto la mia visione e gli spunti ideativi riposti in un bozzetto supportandomi nella folle impresa di ideare, disegnare, procurare e allestire tre spazi del Castello in sole due settimane e mezzo. 

 

La mia primaria preoccupazione è stata quella di concentrarmi immediatamente sulla struttura principale, la silhouette di una casa – che considero il pezzo più importante dell’allestimento. Realizzata in metallo, su misura e posizionata all’estremità del terrazzo, vuole rappresentare un simbolo di accoglienza e invito ad “entrare”, raggiungere l’estremità della terrazza e ammirare il panorama.

Giusy Capaldo, art lover, and also one of the most important female managers of the region immediately embraced my vision and supported me in this wild endeavour to create, plan, design, furnish and implement three separate areas featuring my designs in just two and a half weeks.

 

 

My main preoccupation was focusing on the main structure - the house silhouette - which was the central component of the design concept to bring everything together across the different spaces.

The house was custom made in metal and positioned as a welcoming symbol as well as an invitation to enter into our "home" to admire the view from the castle terrace as you would from a friend's home.


Anticipano la “casa” delle sedute basse molto comode, dei tavolini da caffè e delle lampade da terra a creare dei salottini. Continuando all’interno del Castello, - e nell’unica zona interna, ovvero al coperto - ci siamo occupate di dar luce al corridoio che anticipa il giardino, sospendendo ad una struttura realizzata appositamente, 32 lampadari di carta modellati a mano nella forma di ‘nuvole’, trasferendo in questo caso e per contrapposizione, elementi dell’ambiente esterno internamente.

Così i visitatori dopo aver ammirato il panorama sulla terrazza all’ingresso e aver sostato sotto le mura di cinta, sono stati accolti sotto una nuvola luminosa che li ha accompagnati al giardino, dove i salottini sono stati ripetuti e moltiplicati con un cambio stilistico nel tavolino da caffè, e illuminati da lanterne e ancora lampade da terra come all’interno di una casa.

 

Siamo state entusiaste del risultato ottenuto in un tempo così ridotto e ancora di più dai feedback di chi ha trovato gli spazi accoglienti sentendosi invogliati a sedersi e trattenersi to enjoy their time, il posto, la compagnia.

In front of the house, we grouped together comfortable and inviting arm chairs into a mini-living room, with coffee tables and floor lamps. Once guests continued into the castle, we turned a dark corridor into an installation of light. We hung 32 paper ceiling lights shaped into floating clouds bringing inside what you would expect to be outside. 

 

This hallway of light served as a transition from the interior of the castle to the garden awaiting outside, where guests were welcomed again to the mini-living room, with new coffee tables, but the same feeling of home. Just like a home interior, we featured a mix of floor lamps and lanterns to provide warm lighting for guests.

 

We were thrilled with the outcome of our work - especially given our extremely short lead time for the event. Even more, the incredible feedback we received from guests about how our design made them feel at home.


Il nostro obiettivo in questa sfida è stato quello di rendere uno spazio così maestoso e probabilmente percepito come distante – temporalmente e stilisticamente - dalla nostra quotidianità, un posto attuale e vicino. La scelta stilistica degli arredi è stata dettata dalla mia visione che un sito storico e monumentale, si possa stilisticamente approcciare con linee moderne e attuali in modo che passato e presente possano parlarsi, in una sorta di scongelamento spazio-temporale e la convinzione che elementi apparentemente in contrasto come possono essere passato e presente generano le proposte stilistiche più uniche e interessanti perché gli elementi che le compongono sono essi stessi unici e rendono l’atmosfera non replicabile.

Quella mia e di Giusy Capaldo è stata una proposta di apertura alle contaminazioni: nel rispetto profondo della storia, crediamo che l’ambiente parla a chi lo può vivere in questo momento presente e noi speriamo di aver offerto un momento che onora la meraviglia del posto tanto quanto la possibilità di essere vissuto. Oggi.

Our main focus in this endeavour, has been to transform such a majestic antique location, which is normally thought of as distant in style as it is in history, into a space that feels contemporary, modern and approachable. The stylistic choice of the furniture was determined by my belief that a historical sight can be approached with modern lines to make past and present essentially talk to each other. I see this as a sort of unfreezing the space time continuum through my belief that contrasting elements can work together to generate the most unique and interesting stylistic ideas. The proposal Giusy and I put together was designed to open minds to this unique fusion of styles.

 

Working with a profound respect for the history of the site, we believe that any environment throughout the ages can speak to the people that are living today.

And we were proud to have brought a moment celebrating the beauty and history of the castle to visitors, making it possible to experience this space in a uniquely modern way.


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Original Wallart Collection 2018

"L’arte non sta nei libri, e neppure nei musei e nelle gallerie…”, l’arte risiede nel nostro cuore. 

È un’emozione, è una evoluzione delle nostre percezioni più intime, è una vibrazione positiva o il brivido di una paura che ci attraversa prima di scivolare via, come catene che si spezzano. 

E’ un sentimento, un’ispirazione che arriva in un momento qualunque di un giorno qualunque. 

Da questa mia consapevolezza, nasce l’idea di raccogliere una selezione di pensieri e immagini sotto forma di wallart e di utilizzarla, dal punto di vista di designer d’interni, come uno strumento di lavoro, e dal punto di vista di creativa, come forma di libertà espressiva, oltre che di crescita e di stimolo.

 Ad ispirarmi il mio rapporto con l’arte e la ricerca di una risposta alla domanda “Che cos’è l’arte?”, il piccolo paese del Sud Italia in cui sono cresciuta e attualmente vivo ma anche degli scatti di mio marito Francesco e le sessioni di pittura libera con mio figlio Nicolò

Tutto questo non sarebbe stato però possibile senza l’arrivo in studio di Pasquale Natale, giovane artista, illustratore e pittore. Grazie al suo contributo e alla sua incredibile versatilità, infatti, in pochi mesi sono riuscita a portare alla luce ciascun pezzo unendo fotografia, grafica, testi e pittura. 

 

Il pezzo che apre la collezione è “X-ray Me”, che sintetizzata e chiarisce il concetto della serie intitolata “Art’s in our heart”

Si tratta della radiografia del mio torace sulla quale ho ripassato ad acquerelli la forma del mio cuore poi completata da una iniziale posta al centro, la “A” di Arte. 

La Home Painting Series nasce invece da tutt’altra fonte, quella ludica e spensierata delle sessioni di free painting con mio figlio Nicolò.

In questa raccolta troverete: “Nail Art Obsession”, una ironica interpretazione della nail art in 3 varianti di colori, e “Spiral Flower”, rappresentativo di come una pennellata a spirale possa diventare un artwork minimalistico e al tempo stesso femminile ed elegante. 

Segue “If I can make it here”, un artwork che vuole essere da una parte una provocazione per riflettere sul pesante impatto che una chiusura mentale e culturale porta con sé e dall’altro stimolo a superare se stessi e i limiti che riceviamo dall’esterno. 

 

La frase “If I can make it here”, che nella prima versione dell’artwork cade a pioggia sul castello e gli edifici del centro storico e nelle altre due versioni è incisa sui muri ad esclusione di “If” che si eleva a parola principe, arriva dal celebre proverbio americano “If you can make it here, you can make it anywhere”, letteralmente “Se riesci a farcela qui, ce la puoi fare dovunque” e che viene riferito all’affollata e competitiva città di New York.  

Io ho trasferito questa massima provocatoriamente ad un posto piccolo come Gesualdo, dove mancano colori nelle strade e negli edifici, le chiese sono arroccate, la mancanza di opportunità fa il paio con i limiti culturali, e questo genera mancanza di spazi e sensazione di isolamento per chi ha delle idee ‘fuori dalle righe’ creano difficoltà tanto grandi quanto quelle che si incontrano in una city.

 

Chiudono la collezione "Rule of Thumb", ovvero una “Regola generale”, un invito o un mantra per ricordarsi di lasciare fuori da certi ambiti o spazi abitativi, le proprie paure, il vecchio sé, la ripetitività e i luoghi comuni per favorire la cresciuta, l’apertura verso nuove soluzioni e nuovi punti di vista. E infine, "Fireworks", la di un fuoco d'artificio esploso durante una festa di famiglia, che celebra la vita, i get-together, il successo e la felicità.

 

GUARDA LA COLLEZIONE COMPLETA

 

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The Last Supper. L'ultima Cena. Ultimate Wallpaper.

Ho un debole per i parati. Nei miei progetti d’interni difficilmente possono mancare. Oltre ad avere la capacità di ampliare spazi piccoli e creare profondità, sono elementi estremamente decorativi. Un parato può cambiare completamente il look di una stanza, rendendola giocosa, sofisticata, originale, colorata e scenografica: tutte caratteristiche che rispondono alla mia idea di casa. Ecco perché dedico molto tempo alla ricerca e alla selezione di questo elemento decorativo tanto affascinante. 

Oggi vi presento uno dei parati più emozionali ed intensi che io abbia mai utilizzato nei miei progetti. L’Ultima Cena di Da Vinci nella versione di Andy Warhol, stampato su misura a Brooklyn da Flavor Paper e installato nella casa di una mia committente e amica di Atripalda (AV).

Un pezzo di rara bellezza.

Vi racconto come e perché lo abbiamo scelto. Poche settimane dopo uno dei miei viaggi a New York, durante il quale ho visitato l’azienda che produce in esclusiva questi parati che vengono calibrati e stampati solo su ordinazione, ho incontrato una mia cliente (oggi mia carissima amica) che mi chiedeva di aiutarla a dare un tocco molto personale alla sua casa, che dal punto di vista architettonico era impeccabile: ben fatta, ben divisa, e arredata con pezzi di alto design. Tuttavia la cliente lamentava il fatto che non era riuscita ad esprimere la sua personalità così solare e forte e dunque non si sentiva “a casa”. 

La sfida per questo progetto di styling era quella di realizzare un ambiente colorato e audace senza alterare la struttura né intervenire con lavori pesanti e tantomeno sostituire gli arredi esistenti, ma piuttosto lavorare in “aggiunta”. Perciò sapevo che i parati si sarebbero rivelati la soluzione più funzionale e impattante.

La sala da pranzo in particolare presentava una parete particolarmente in vista e ben visibile anche dal salone alla quale non era possibile, per motivi di passaggio, inserire elementi decorativi che avessero una profondità anche minima. Nel percorso di conoscenza con la cliente, le ho proposto delle soluzioni scaturite dagli spunti caratteriali, dalla sensibilità e dai racconti personali fino a presentarle un campione del parato di Warhol che stavo custodendo gelosamente come una vera e propria ‘reliquia’. 

 In quel momento ho visto i suoi occhi illuminarsi, mossi da un’emozione. Questo è il momento esatto in cui capisco di aver trovato il pezzo giusto. L’entusiasmo e l’emozione erano perfettamente corrisposte, lei si era innamorata del pezzo, io dell’idea di inserire in un mio progetto un’opera così controversa e contaminata che tanto mi rappresenta sotto l’aspetto reinterpretativo degli ambienti e dei cliché. 

In verità quando ho proposto questo parato alla mia cliente ero convinta di andare ben oltre i confini della sua comfort zone e invece con mia grande sorpresa ho trovato un match perfetto con quello che lei cercava e sentiva. 

Successivamente abbiamo solo dovuto selezionare la versione giusta del parato, quella con fasce in colore pastello che rivestono in semi trasparenza l’opera, calibrarla sull’intera parete della sala da pranzo e ordinarla all’azienda con sede a Brooklyn

La sala da pranzo era già di per sé uno spazio molto importante che accoglie un pezzo di design storico, il tavolo ovale in marmo di Eero Saarinen con sedie Tulip.

Il protagonismo e l’importanza di questo parato è perfettamente all’altezza: dona all’ambiente un alone di mistero e di grande spiritualità insieme, infine consacra la commistione fra il senso dell’opera d’arte vinciana e la fortissima personalità della mia committente. La versione di Andy Wahrol di questa opera rispecchia inoltre la sua inclinazione e senso artistico grazie alla contaminazione subita per mano di Wahrol. 

Attraverso la scelta del parato, è lei stessa a dettare le ‘sue regole artistiche’ e quindi le sue regole di vita: un’apparente irriverenza eretica per la commistione tra sacro e profano, tra arte, pop art e design commerciale trasforma un’opera religiosa fino a farle acquisire una interpretazione e declinazione personale. 

Credits:

Copywriting: Chiara Zarrella, Elisa Forte

Photo: Flavor Paper

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La nostra nuova porta d'ingresso

"Lascia fuori paure, vecchio te, ripetitività e luoghi comuni”, perché qui da noi spalanchiamo la porta ai colori e alle soluzioni fuori dagli schemi!

La mia nuova porta d'ingresso illustra un messaggio a cui tengo molto e che sento molto vicino, perché è un invito a lasciare andare le nostre paure, e ad esplorare nuove soluzioni e nuovi stili di vita. Abbandonare la paura del nuovo, - quello che siamo stati - la ripetitività e i cliché di cui spesso siamo ostaggio, ma anche la paura di scoprirci e di esprimerci, di andare fuori dagli schemi e quindi di allontanarci e prendere le distanze da quello che eravamo ieri o che gli altri ci hanno insegnato ad essere. Tutto ciò ci permette di scoprire chi realmente siamo.

Vedo spesso nel mio lavoro come le consuetudini e i luoghi comuni si rispecchiano nel layout di una casa e nel modo di vedere e affrontare la quotidianità allontanandoci da noi stessi e rendendo schematica la nostra percezione di casa (e di conseguenza la nostra quotidianità), la quale dovrebbe essere tutto tranne che ripetuta e convenzionale ma piuttosto personale e adattata ai nostri bisogni e desideri.

Per questo, ogni giorno il mio impegno è rivolto alla sperimentazione e alla proposta di un nuovo concetto di casa che sia funzionale ed entusiasmante a partire dalla progettazione e dalla divisione degli ambienti. Maggiore è la consapevolezza del cliente e la fiducia riposta, migliori sono i risultati: questo è il mio mantra quotidiano che cerco di trasmettere a chi si affida a me per realizzare un progetto creativo o un disegno di casa. 

Io stessa ho affrontato una lista di cose da lasciare fuori dal mio lavoro e dal mio cuore prima di riuscire ad esprimere la mia versione di “casa” e di quotidianità in maniera libera. Ecco perché ho scelto delle parole, un impatto grafico e dei colori forti per questo wallart che definisce la porta d’ingresso del mio studio e riassume anche la mia filosofia.  

E proprio a questo proposito, sono entusiasta di preannunciare una importante novità, una sezione del nostro sito interamente dedicata ad una collezione di wallart originale firmata da me e dal mio team, fruibile per tutti gli appassionati e personalizzabile per tutti i nostri progetti di interior & home design.

 

Stay tuned!

L'ingresso d'ispirazione invernale

La FILOSOFIA DEL WINTERLUDE CANADESE APPLICATA ALL'HOME DESIGN.

Questo è uno dei periodi dell’anno più importanti, nel quale ripasso i ricordi di un trimestre trascorso ad Ottawa in Canada come studentessa di traduzione e interpretariato alla Carleton University e ricordo a me stessa che la creatività, i colori e l’arte - o più in generale la libera espressione - non temono condizionamenti di alcuna natura: nè climatici, né geografici, né culturali. Ciò che accade in questo periodo ad Ottawa ha del sorprendente: la città infatti è riscaldata da persone che non temono il congelamento delle idee e celebrano l’inverno con un festival che si tiene anche all’aperto, anche a 22 gradi sotto zero, ovvero 22 Below Zero.


Questo è uno degli insegnamenti più preziosi che custodisco e che applico al mio ambiente. Ho sempre ammirato la libertà e il coraggio di questa cultura che rompe l'isolamento del ghiaccio e reinventa una vivibilità nuova, creando argini nuovi in cui far scorrere la creatività. Mutuando quella forza oggi cerco di onorare e celebrare tutti i giorni il mio "Winterlude" trasferendolo nella mia vita e nel mio lavoro. 

Una delle forme celebrative ispirate a questa filosofia è la facciata laterale della mia casa con la quale mi sembra di poter scaldare il grigiore e vivacizzare la monotonia dell'espressione architettonica dei nostri piccoli centri. 

Ma la mia principale missione è quella di trasformare uno spazio affinché possa influire in maniera più positiva possibile su di noi e sulla nostra vita, perciò ho pensato di realizzare un mood board ispirato all’inverno ma interpretato secondo la filosofia che sta alla base del Winterlude canadese.

Riportando la mia attenzione allo spazio fisico di una casa, penso che l’ingresso sia la stanza che più rappresenti la stagione invernale.

L’ingresso in una casa, così come l’inverno, viene generalmente percepito al pari di una stanza di solo passaggio, spesso male organizzata e perciò associata ad un periodo buio e scoraggiante; ma se lo guardiamo come l’anticamera della primavera, il biglietto da visita della nostra abitazione, l’appetizer di un menù gourmet, ecco che diventa uno spazio variopinto, luminoso ed invitante, valorizzato nella sua importante ed imprescindibile funzione: accogliere e preparare. 

Allora come rendere entusiasmante, accogliente e colorato un ingresso che si ispira all’inverno e come reinterpretarlo secondo la filosofia del Winterlude?

Ho scelto i pezzi che compongo il mio mood board partendo da un parato firmato dall’artista Boone Speed che raffigura un paesaggio candido e molto morbido, dalle linee non ben definite che restituiscono un senso ovattato e avvolgente all’ambiente. Per la realizzazione di questo ingresso immaginate di decorare la parete principale, preferibilmente quella di fronte alla porta d’ingresso, con la carta da parati innevata, o comunque di utilizzare una parete libera da porte e che non vada ingombrata con gli arredi, per rendere il parato quanto più visibile. Potete personalizzare il parato aggiungendo una fascia rosa o di un colore estrapolato dalla palette di colori presente negli accessori scelti.

 

Creare un’integrazione e una stretta connessione fra l’ambiente esterno e quello interno, portando elementi dall’esterno all’interno della casa, e viceversa, è una mia naturale tendenza che permette di stabilire da un lato una sintonia tra interni ed esterno e dall’altra di aprire quanto più possibile lo spazio alla luce naturale. 

Una volta rivestita la parete con il parato e creato il background per il nostro “scenario” potete procedere con l’installazione del lampadario, uno degli elementi chiave del design di uno spazio. Quello che ho scelto per questo mood board è senza dubbio uno dei miei pezzi preferiti in assoluto, utile in questo caso anche a richiamare stilisticamente i fiocchi di neve della carta da parati grazie ai dischetti - ciascuno dei quali singolarmente regolabili come fossero delle foglie - che contengono i led e fungono da corpi illuminanti.

A questo punto potete inserire gli arredi: una panca e un armadio dal design scandinavo. 

La panca è completa di cuscino e fascia ‘ferma cuscino’ in cuoio che oltre ad avere un aspetto funzionale completano la panca dal punto di vista del design definendone ed accentuandone la geometria. L’armadio minimal, in azzurro pastello, non porta maniglie ed è ben organizzato con all’interno due cassetti e un bastone per contenere cappotti, giacche e accessori di utilizzo quotidiano.

Per completare l’ambiente, ho scelto dei ganci appendiabito multicolore da fissare alla parete direttamente sopra la panca. Questi meravigliosi appendiabiti che appaiono come delle decorazioni murali quando sono vuoti, portano la firma di Patricia Urquiola e sono l’esempio di come è possibile trovare dei complementi d’arredo funzionali e splendidi dal punto di vista estetico. 

Per completare l'allestimento ho scelto un cuscino rettangolare in cotone con una fondo grigio che richiama il colore degli alberi del parato e aggiunge una fantasia ancora diversa grazie al motivo bianco a zig zag.

 

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Salotti sotto le Stelle | Temporary Interior Design set up at the Castle

Realizzare un allestimento contemporaneo che fosse accogliente come un ambiente interno e posizionarlo all’aperto in una location antica come un castello, un ossimoro che rappresenta la cifra esatta della scenografia e del gioco di contrapposizioni proposta al Castello di Gesualdo quest’estate in occasione dell’evento di Astrea tenutosi tra il 3 e il 5 agosto.

 

Sotto la mia direzione artistica e quella della mia amica Giusy Capaldo, con cui ho condiviso questa esperienza: l’allestimento temporaneo di una parte del Castello con l’obiettivo di rendere accogliente e fruibile alcuni spazi esterni mai arredati precedentemente.

 

Siamo partite dalla fonte primaria della mia ispirazione:

la Casa, ovvero il simbolo emblematico del mio lavoro di interior designer, ma anche un simbolo di accoglienza proposto come metafora del sentirsi a proprio agio, in un ambiente familiare.

 

 

Creating a cozy contemporary setting, just like in a home, and bringing it outside in an antique location like a castle might sound like a oxymoron, and I'm aware of that. But this represents the exact description of the setup and the contrasts that I proposed for the Castle of Gesualdo during the Astrea Event held every August.

 

 

Under my creative artistic direction, along with my friend Giusy Capaldo, we created a design concept for the exterior garden of the castle.

 

 

My main inspiration was the idea of "home," which of course is the foundation of my work as an interior designer and the representation of the sensation of coziness through a familiar, warm environment where you feel most welcome. 


Giusy Capaldo, estimatrice dell’arte in generale nonché una delle più importanti donne manager campane, ha immediatamente colto la mia visione e gli spunti ideativi riposti in un bozzetto supportandomi nella folle impresa di ideare, disegnare, procurare e allestire tre spazi del Castello in sole due settimane e mezzo. 

 

La mia primaria preoccupazione è stata quella di concentrarmi immediatamente sulla struttura principale, la silhouette di una casa – che considero il pezzo più importante dell’allestimento. Realizzata in metallo, su misura e posizionata all’estremità del terrazzo, vuole rappresentare un simbolo di accoglienza e invito ad “entrare”, raggiungere l’estremità della terrazza e ammirare il panorama.

Giusy Capaldo, art lover, and also one of the most important female managers of the region immediately embraced my vision and supported me in this wild endeavour to create, plan, design, furnish and implement three separate areas featuring my designs in just two and a half weeks.

 

 

My main preoccupation was focusing on the main structure - the house silhouette - which was the central component of the design concept to bring everything together across the different spaces.

The house was custom made in metal and positioned as a welcoming symbol as well as an invitation to enter into our "home" to admire the view from the castle terrace as you would from a friend's home.


Anticipano la “casa” delle sedute basse molto comode, dei tavolini da caffè e delle lampade da terra a creare dei salottini. Continuando all’interno del Castello, - e nell’unica zona interna, ovvero al coperto - ci siamo occupate di dar luce al corridoio che anticipa il giardino, sospendendo ad una struttura realizzata appositamente, 32 lampadari di carta modellati a mano nella forma di ‘nuvole’, trasferendo in questo caso e per contrapposizione, elementi dell’ambiente esterno internamente.

Così i visitatori dopo aver ammirato il panorama sulla terrazza all’ingresso e aver sostato sotto le mura di cinta, sono stati accolti sotto una nuvola luminosa che li ha accompagnati al giardino, dove i salottini sono stati ripetuti e moltiplicati con un cambio stilistico nel tavolino da caffè, e illuminati da lanterne e ancora lampade da terra come all’interno di una casa.

 

Siamo state entusiaste del risultato ottenuto in un tempo così ridotto e ancora di più dai feedback di chi ha trovato gli spazi accoglienti sentendosi invogliati a sedersi e trattenersi to enjoy their time, il posto, la compagnia.

In front of the house, we grouped together comfortable and inviting arm chairs into a mini-living room, with coffee tables and floor lamps. Once guests continued into the castle, we turned a dark corridor into an installation of light. We hung 32 paper ceiling lights shaped into floating clouds bringing inside what you would expect to be outside. 

 

This hallway of light served as a transition from the interior of the castle to the garden awaiting outside, where guests were welcomed again to the mini-living room, with new coffee tables, but the same feeling of home. Just like a home interior, we featured a mix of floor lamps and lanterns to provide warm lighting for guests.

 

We were thrilled with the outcome of our work - especially given our extremely short lead time for the event. Even more, the incredible feedback we received from guests about how our design made them feel at home.


Il nostro obiettivo in questa sfida è stato quello di rendere uno spazio così maestoso e probabilmente percepito come distante – temporalmente e stilisticamente - dalla nostra quotidianità, un posto attuale e vicino. La scelta stilistica degli arredi è stata dettata dalla mia visione che un sito storico e monumentale, si possa stilisticamente approcciare con linee moderne e attuali in modo che passato e presente possano parlarsi, in una sorta di scongelamento spazio-temporale e la convinzione che elementi apparentemente in contrasto come possono essere passato e presente generano le proposte stilistiche più uniche e interessanti perché gli elementi che le compongono sono essi stessi unici e rendono l’atmosfera non replicabile.

Quella mia e di Giusy Capaldo è stata una proposta di apertura alle contaminazioni: nel rispetto profondo della storia, crediamo che l’ambiente parla a chi lo può vivere in questo momento presente e noi speriamo di aver offerto un momento che onora la meraviglia del posto tanto quanto la possibilità di essere vissuto. Oggi.

Our main focus in this endeavour, has been to transform such a majestic antique location, which is normally thought of as distant in style as it is in history, into a space that feels contemporary, modern and approachable. The stylistic choice of the furniture was determined by my belief that a historical sight can be approached with modern lines to make past and present essentially talk to each other. I see this as a sort of unfreezing the space time continuum through my belief that contrasting elements can work together to generate the most unique and interesting stylistic ideas. The proposal Giusy and I put together was designed to open minds to this unique fusion of styles.

 

Working with a profound respect for the history of the site, we believe that any environment throughout the ages can speak to the people that are living today.

And we were proud to have brought a moment celebrating the beauty and history of the castle to visitors, making it possible to experience this space in a uniquely modern way.


Credits:

Design, Creative and Art Direction: Chiara Zarrella, Giusy Capaldo

Copywriting: Chiara Zarrella, Elisa Forte, Sarah Pompei

Photography: Pasquale Natale

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Original Wallart Collection 2018

"L’arte non sta nei libri, e neppure nei musei e nelle gallerie…”, l’arte risiede nel nostro cuore. 

È un’emozione, è una evoluzione delle nostre percezioni più intime, è una vibrazione positiva o il brivido di una paura che ci attraversa prima di scivolare via, come catene che si spezzano. 

E’ un sentimento, un’ispirazione che arriva in un momento qualunque di un giorno qualunque. 

Da questa mia consapevolezza, nasce l’idea di raccogliere una selezione di pensieri e immagini sotto forma di wallart e di utilizzarla, dal punto di vista di designer d’interni, come uno strumento di lavoro, e dal punto di vista di creativa, come forma di libertà espressiva, oltre che di crescita e di stimolo.

 Ad ispirarmi il mio rapporto con l’arte e la ricerca di una risposta alla domanda “Che cos’è l’arte?”, il piccolo paese del Sud Italia in cui sono cresciuta e attualmente vivo ma anche degli scatti di mio marito Francesco e le sessioni di pittura libera con mio figlio Nicolò

Tutto questo non sarebbe stato però possibile senza l’arrivo in studio di Pasquale Natale, giovane artista, illustratore e pittore. Grazie al suo contributo e alla sua incredibile versatilità, infatti, in pochi mesi sono riuscita a portare alla luce ciascun pezzo unendo fotografia, grafica, testi e pittura. 

 

Il pezzo che apre la collezione è “X-ray Me”, che sintetizzata e chiarisce il concetto della serie intitolata “Art’s in our heart”

Si tratta della radiografia del mio torace sulla quale ho ripassato ad acquerelli la forma del mio cuore poi completata da una iniziale posta al centro, la “A” di Arte. 

La Home Painting Series nasce invece da tutt’altra fonte, quella ludica e spensierata delle sessioni di free painting con mio figlio Nicolò.

In questa raccolta troverete: “Nail Art Obsession”, una ironica interpretazione della nail art in 3 varianti di colori, e “Spiral Flower”, rappresentativo di come una pennellata a spirale possa diventare un artwork minimalistico e al tempo stesso femminile ed elegante. 

Segue “If I can make it here”, un artwork che vuole essere da una parte una provocazione per riflettere sul pesante impatto che una chiusura mentale e culturale porta con sé e dall’altro stimolo a superare se stessi e i limiti che riceviamo dall’esterno. 

 

La frase “If I can make it here”, che nella prima versione dell’artwork cade a pioggia sul castello e gli edifici del centro storico e nelle altre due versioni è incisa sui muri ad esclusione di “If” che si eleva a parola principe, arriva dal celebre proverbio americano “If you can make it here, you can make it anywhere”, letteralmente “Se riesci a farcela qui, ce la puoi fare dovunque” e che viene riferito all’affollata e competitiva città di New York.  

Io ho trasferito questa massima provocatoriamente ad un posto piccolo come Gesualdo, dove mancano colori nelle strade e negli edifici, le chiese sono arroccate, la mancanza di opportunità fa il paio con i limiti culturali, e questo genera mancanza di spazi e sensazione di isolamento per chi ha delle idee ‘fuori dalle righe’ creano difficoltà tanto grandi quanto quelle che si incontrano in una city.

 

Chiudono la collezione "Rule of Thumb", ovvero una “Regola generale”, un invito o un mantra per ricordarsi di lasciare fuori da certi ambiti o spazi abitativi, le proprie paure, il vecchio sé, la ripetitività e i luoghi comuni per favorire la cresciuta, l’apertura verso nuove soluzioni e nuovi punti di vista. E infine, "Fireworks", la di un fuoco d'artificio esploso durante una festa di famiglia, che celebra la vita, i get-together, il successo e la felicità.

 

GUARDA LA COLLEZIONE COMPLETA

 

Credits:

Copywriting: Chiara Zarrella, Elisa Forte

Photography: Francesco Scauzillo

Photographer & Art Assistant: Pasquale Natale

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Wallart per la porta d'ingresso del nostro studio

"Lascia fuori paure, vecchio te, ripetitività e luoghi comuni”, perché qui da noi spalanchiamo la porta ai colori e alle soluzioni fuori dagli schemi!

La mia nuova porta d'ingresso illustra un messaggio a cui tengo molto e che sento molto vicino, perché è un invito a lasciare andare le nostre paure, e ad esplorare nuove soluzioni e nuovi stili di vita. Abbandonare la paura del nuovo, - quello che siamo stati - la ripetitività e i cliché di cui spesso siamo ostaggio, ma anche la paura di scoprirci e di esprimerci, di andare fuori dagli schemi e quindi di allontanarci e prendere le distanze da quello che eravamo ieri o che gli altri ci hanno insegnato ad essere. Tutto ciò ci permette di scoprire chi realmente siamo.



L'ingresso di ispirazione invernale

Questo è uno dei periodi dell’anno più importanti, nel quale ripasso i ricordi di un trimestre trascorso ad Ottawa in Canada come studentessa di traduzione e interpretariato alla Carleton University e ricordo a me stessa che la creatività, i colori e l’arte - o più in generale la libera espressione - non temono ...



Why can't i dream

Sono Chiara, founder & creative director di 22 Below Zero. Sono una home lover, lifestyle lover e design lover. Sono una sognatrice. E soprattutto sono sensibile alle forme, ai colori, alle atmosfere e alle sensazioni degli ambienti interni.

Credo che costruirsi la propria casa, arredare, dividere, ristrutturare, rinnovare lo spazio in cui abitiamo e lavoriamo, equivale a...